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Dopo il grande successo di Il suicidio di Israele (Premio Strega Saggistica 2025), Anna Foa ha sentito l’urgenza di rispondere a queste domande, con la consapevolezza che quello che abbiamo vissuto in questi ultimi due anni mette a rischio il patrimonio di valori che abbiamo costruito attorno alla memoria della Shoah e per rivendicare, oggi più che mai, un ‘Mai più’ che valga per tutte le donne e gli uomini. A prescindere da ogni credo e identità. Mai più. Mai più la Shoah, mai più i campi di sterminio, mai più antisemitismo. Così si è detto. Ma a chi è riferito quel ‘mai più’? Mai più per gli ebrei o mai più a ogni altro genocidio, dopo quello estremo che ci deve fare da monito, chiunque ne possa essere vittima? E perché allora Gaza? E perché è una scelta controversa definire genocidio lo sterminio di Gaza? Usare questa definizione vuol dire sminuire l’unicità di quello ebraico o fare un paragone empio tra Stato di Israele e Germania nazista? Chiunque usi il termine genocidio per la Palestina è, anche inconsapevolmente, un antisemita? Proprio la parola antisemitismo è oggi sulla bocca di tutti: da una parte, la presenza nel dibattito pubblico di stereotipi antisemiti; dall’altra, il governo di Israele e i suoi sostenitori che definiscono antisemita chiunque critichi la sua politica, dall’ONU a quei paesi dell’Unione Europea che hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Ma allora cos’è l’antisemitismo, chi sono gli antisemiti? Quali sono le differenze con l’antisionismo? E ancora, se l’antisemitismo è dappertutto, come distinguerlo, come opporvisi?
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Brand Laterza
Data Uscita 20 mar 2026
Autore Anna Foa